Soldi e Lavoro

Il governo apre a ritocchi sull’IMU



Prima che l’IMU faccia il suo debutto ufficiale nella vita dei contribuenti italiani, la prossima settimana si aprono nuovi spiragli per una modifica di alcuni aspetti che quando la manovra “salva Italia” fu varata non erano stati presi in considerazione. La prima revisione dell’IMU dovrebbe riguardare gli immobili dei Comuni e delle Camere di commercio e gli immobili di interesse storico-artistico che nella vecchia normativa ICI erano del tutto esclusi dal pagamento del tributo. Nel decreto legge all’esame del governo, dovrebbe essere ritoccata, inoltre, l’imposizione sugli immobili di edilizia popolare: attualmente, gli sconti obbligatori sono interamente a carico dei Comuni, poichè il 50% dell’imposta ad aliquota base va comunque versata alle casse dell’Erario. Un altro intervento ritenuto assai probabile sarà quello che riguarda le abitazioni dichiarate inagibili o inabitabili che finora pagavano solo il 50% dell’ICI e che nel decreto di dicembre venivano assoggettati alla normativa generale.

Il punto più complesso riguarda le seconde abitazioni, siano esse sfitte oppure locate a canone libero o concordato. Nel caso delle abitazioni vuote il prelievo fiscale non subisce alcun aggravio significativo, anzi i proprietari non dovranno più pagare l’Irpef sui redditi fondiari. Il salasso invece è a carico di chi affitta a canone calmierato: in alcuni Comuni che prevedevano l’esenzione ICI per favorire il mercato degli affitti la nuova imposta peserà gravemente sulle tasche dei proprietari, col rischio concreto che abbia una ricaduta negativa anche sugli inquilini.

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